PRESENTATO ALLA LIBRERIA LATERZA DI BARI IL FILM DI MARCO PONTI “IO CHE AMO SOLO TE”, TRATTO DA LUCA BIANCHINI. RICCARDO SCAMARCIO: “PERCHE’ HO “SABOTATO” LA SCENEGGIATURA E COME HO RESO INDIMENTICABILE IL MIO PROTAGONISTA”

                                                                                                                            
di ROMOLO RICAPITO
 
E’ stata presentata presso la libreria Laterza di Bari la pellicola appena uscita  sugli schermi italiani  (01 Distribution)  dal titolo “Io Che Amo Solo Te“.

 Ecco dal vivo  l’autore del romanzo  Mondadori dal quale il film è stato tratto, Luca Bianchini, il regista Marco Ponti, gli attori Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti.
Sbagliatissima però la scelta di aprire le porte al pubblico  appena    prima  l’  inizio  dell’ evento, ore   18 e 30: una folla immensa si è accalcata  a ridosso della Laterza e, una volta fatta entrare, un’onda    indistinta di teste, facce, corpi si è precipitata  nello spazio prospiciente gli ospiti Vip: non si respirava e non si vedeva assolutamente nulla.
Per carità, almeno  si sentivano le   voci degli illustri  invitati,,   grazie agli  altoparlanti.
Ma una  libreria, con tutta la nostra più grande   stima per gli editori Laterza, non è certo il posto più adatto per un evento del genere, che avrebbe dovuto essere dirottato altrove, in uno spazio ovviamente più ampio.
E difatti, la domanda partita subito a Luca Bianchini dal “Carneade” di turno, colui cioè che è stato  preposto a formulare i quesiti, ha avuto il seguente ‘incipit “: “per rispetto del luogo,  interroghiamo  prima  l’autore”.
Bianchini, a proposito della trama del suo romanzo,     appena ristampato per la  collana “Numeri Primi”, 11 euro , con la sovraccoperta che riproduce  il poster del film: “Racconto una serie di cliché raffigurati in alcuni personaggi; Laura Chiatti e  Riccardo Scamarcio hanno aggiunto ai caratteri che impersonano umanità e dettagli personali,     valorizzando  “Chiara” e “Damiano”, gli “sposini” della storia
. Essi però costituiscono  dei personaggi secondari  rispetto ai reali protagonisti, Ninella (Maria Pia Calzone ) e Don Mimì (Michele Placido)” .
Il regista, Marco Ponti, torinese come Luca Bianchini e nipote d’arte (Carlo Ponti e Sophia Loren i suoi   celebri zii) si è soffermato sulla luce naturale del luogo (Polignano a Mare) che costituisce la location dell’intera storia .
Tale illuminazione  particolare   rappresenta  un valore aggiunto dell’ intreccio  che il direttore della fotografia Roberto Forza ha  ottimizzato    al massimo con la sua professionalità (tra gli ultimi film di successo al  box office da lui curati La Mafia uccide solo d’estate e Nessuno mi può giudicare).
Laura Chiatti ha parlato di Chiara, alla quale presta il bel volto, come di un personaggio enigmatico, ma nello stesso tempo  forte determinato.
La storia d’amore con Damiano (Scamarcio) risulta attuale. Trattasi di  coppia  pronta per il  matrimonio, meno per  una reale storia d’amore.
Ma è bello vedere il confronto con l’altra  coppia , quella “matura”, coloro ossia che  si amarono  in gioventù, impersonati da Placido e Calzone.
Riccardo Scamarcio,  icastico come d’abitudine , ha detto che è partito con l’intenzione di  sabotare il film una volta accettato l’impegno sul set.
Luca Bianchini, che è anche sceneggiatore della pellicola, impianta una storia di luoghi comuni “propri” del sud che in maniera articolata,  come intellettuale, cerca di  scardinare“, ha spiegato  l’attore andriese.
Piatto ricco, mi ci ficco!” , ha esclamato  quindi Scamarcio, il quale si è  sentito ispirato dalla trama, aggiungendo al suo carnet di personaggi un’interpretazione memorabile e inedita per  la sua finora  brillante carriera.
Il bel Riccardo ha anche spiegato: “ è stato interessante interpretare un personaggio “laterale” in balia degli  eventi e funzionale alla storia principale (quella appunto di Ninetta e Don Mimì) .
Nel film l’intreccio è capovolto, ossia i “giovani” “diventano protagonisti rispetto agli “attempati” (per motivi di cassettan.d. r). Dunque i personaggi di Scamarcio e Chiatti sono resi “tridimensionalmente“, mantenendo una certa “lateralità” che li  rende davvero moderni.
E in conclusione, Riccardo Scamarcio è  davvero contento del risultato: il “suo” Damiano è credibile, al pari della Chiara resa affascinante dalla sua  brillante compagna di lavoro, Laura Chiatti.

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