SE TORNASSI AD ARCORE di EMILIO FEDE: NOSTALGIA DI BERLUSCONI, MA TANTI ANEDDOTI ESCLUSIVI, DA ALDO MORO ALLA GUERRA DEL GOLFO

SE TORNASSI AD ARCORE di EMILIO FEDE: NOSTALGIA DI BERLUSCONI, MA TANTI ANEDDOTI ESCLUSIVI, DA ALDO MORO ALLA GUERRA DEL GOLFO

Scampai per miracolo alla tragedia di un jumbo- Inventai la diretta di Vermicino- Vinsi un miliardo al Casino- Il razzismo in Sudafrica contro la cantante Eartha Kitt”
di ROMOLO RICAPITO
Davvero interessante Il volume di memorie Se Tornassi ad ArcoreIl bilancio di una vita da direttore scritto daEmilio Fede ed edito da Marsilio, 105 pagine, 12 euro.

Chi si aspetta gossip golosi su Berlusconi o sul bunga bunga resterà deluso.
Fede compie un rapido excursus sulla sua vita, ma soprattutto su quella che è stata la  vincente  carriera giornalistica, in capitoli rapidi che costituiscono pennellate efficaci di un’epoca storica, comprensiva della  Prima Repubblica,con  i tanti reportage dall’ Africa, la Guerra nel Golfo, etc.
L’autore ricorda, tra l’altro, di essere stato uno dei cinque giornalisti che il decano Enzo Biagi volle sul palco del Teatro Nazionale di Milano per il  festeggiamento degli 80 anni.
Troviamo degli aneddoti inediti e che Emilio Fede rivela per la  prima volta: Aldo Moro su un aereo in viaggio per Tripoli  (doveva incontrare Gheddafi ) gli confida: “Penso a un governo  di  sinistra, ma mi fermeranno, me lo impediranno“.
Figlio di un brigadiere dei Carabinieri, il giornalista trascorre la sua infanzia a San Pietro Patti nel messinese. Scoperta la vocazione per il giornalismo (non si è mai laureato in giurisprudenza, a quel tempo si  entrava  presto nei giornali) diventa cronista volontario per il Momento, poi il Messaggero e infine il Giornale d’Italia.
A Torino conosce Giorgio Bocca.
Entra a far parte del salotto di Giulio Einaudi.
Ai provini per entrare in Rai è promosso, “Adriano Celentano invece fu bocciato”.
Ettore Bernabei gli affida Tv7.
Arriviamo poi rapidamente agli anni Ottanta: la P2 di Licio Gelli, la lottizzazione in Rai.
Direttore pro tempore del Tg1. Ma De Mita “vuole la sua testa”.
Sostituito, viene risarcito  con la conduzione di Test, show di prima serata.
L’assegnazione del Telegatto segna l’ingresso di Emilio Fede in quella forma di giornalismo spettacolo che vedrà l’apoteosi con la conduzione e la direzione del Tg4.
Per intanto Il giornalista ha l’idea di seguire la tragedia di Vermicino col piccolo Alfredo Rampi caduto in un pozzo, annullando la messa in onda dei programmi previsti e seguendo l’avvenimento in diretta, per ore ed ore, suscitando la commozione di Sandro Pertini che si reca personalmente sul posto.
Tra i suoi scoop, l’intervista al boss Angelo La Barbera, prima e unica volta che il criminale accettò di confidarsi con un giornalista.
Scampato alla sciagura di un Jumbo per pura fortuna ( un ritardo all’aeroporto gli salva la vita) assiste all’incendio del velivolo da terra e alla trasformazione in torce umane di alcuni passeggeri.
Interessante l’excursus sull’apartheid in Sudafrica: la cantante Eartha Kitt non può cantare a Johannesburg perché non è stata completata vicino al palco la toilette per  le nere: impensabile che l’artista possa accedere a quella delle signore bianche.
Il libro contiene una lunga intervista a Massimo D’Alema: Fede fu il primo giornalista di destra ad essere ricevuto alla sede del Pd, alle Botteghe Oscure.
Infine lo scoop di dare l’annuncio in diretta, al Tg di Italia 1, sul bombardamento di Bagdad all’epoca della guerra con Saddam Hussein.
“Fede umilia la Rai”, titolano i quotidiani .
Tempi nostri: Emilio è perseguitato dai ricatti di un certo G.F.F.
E’ l’epoca del processo Ruby, che viene liquidato con poche parole. “Porcaio mediatico” è quello che genera la vicenda della ragazza marocchina.
Per metafora, Fede difende Dominique Strauss-Kahn , politico francese che rischiò il linciaggio perché accusato di violenza carnale da una  cameriera: infatti fu assolto.
Una stoccata a Paolo Brosio, suo ex inviato ai tempi di Tangentopoli: “predicatore dei miracoli di Medjugorie”.
La passione per i tavoli verdi è giustificata con l’approccio giornalistico: per  indagare sulle dipendenze dei giocatori compulsivi , Fede rimane invischiato nelle scommesse.
Vince anche un miliardo al casinò di Montecarlo e ne parlano tutti i giornali.
Un momento di introspezione e tenerezza per Ljuba Rizzoli: la figlia Isabella si suicidò nel 1987.
Il giornalista lamenta che dopo i guai giudiziari ha visto l’allontanamento di molti amici : si è rifugiato a Napoli, adottando la frase di Eduardo: “ha da passà ‘a nuttata”. 
Mi manca Arcore“, confida.
Berlusconi ha segnato il suo destino: gli rimarrà per sempre nel cuore.

 

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