Ma quali vecchie monete: Le crisi europee portano al progresso!….

 di  Clelia Conteeuropa-crisis

A seguito della crisi greca, quella per gli immigrati e poi quella della Volkswagen, i federalisti europei chiedono un governo europeo che possa affrontare con forza queste gravi problematiche e quelle che verranno.

Infatti la crisi greca ha messo a dura prova la tenuta dell’Eurozona e dell’intera Unione. Mesi di trattative inconcludenti hanno prima trasmesso all’opinione pubblica l’immagine di un’Europa che non sa risolvere il problema  finanziario di un piccolo Paese. Prima per il braccio di ferro tra Atene e Berlino. Poi col referendum (dentro o fuori dall’euro),  Tsipras ,col suo governo, ha capito che il popolo greco volendo l’euro, aveva riconosciuto una supremazia europea superiore alla democrazia nazionale e, di conseguenza, che era disposto ad accettare il piano europeo di riforme strutturali predisposto per rendere il debito sostenibile a lungo termine.

L’esito elettorale di pochi giorni fa ha confermato pienamente questa indicazione,  ora l’Europa, ragiona su come gestire l’unione fiscale con la costruzione di una democrazia europea. Dunque dopo la crisi, passi in avanti e non indietro come affermano i malinconici dei tempi delle vecchie monete.

La crisi ‘migranti’ invece, sconvolge il vecchio ordine della sovranità nazionale poichè viene applicata al diritto d’asilo e di immigrazione oltre che a quello della cittadinanza.  Gli stati nazionali non sono più in grado di gestire questo fenomeno. Giorni fa infatti il Consiglio (dei Ministri degli Interni) della UE ha sancito la sconfitta della sovranità nazionale assoluta sulla questione dei migranti.Ora dalla crisi è emersa una decisione europea, sancita dal voto che ha messo in minoranza quattro Paesi dell’Unione. Quindi, anche in questo caso si è affermata la sovranità europea sulla materia dell’immigrazione. Ora bisogna dare all’Europa gli strumenti per agire e cioè le risorse finanziarie ed umane riguardanti la polizia europea di frontiera e la guardia nazionale europea, per far eseguire le decisioni europee all’ interno dell’Unione.

Il terzo punto, è lo scandalo Wolksvagen, legato all’uso di un software per manomettere i dati delle emissioni inquinanti dei motori diesel di quella casa automobilistica.  Lo scandalo colpisce anche il mito delle garanzie tecnologiche tedesche.Di conseguenza il governo tedesco ha subito un indebolimento e la Grecia, accusata di aver truccato i conti passa in secondo piano. A questo indebolimento dell’egemonia tedesca sull’Europa corrisponderà la l’acquisizione di più poteri della Commissione europea, che potrà esprimersi senza dover tener conto dei Paesi più forti come la Germania.

La riconversione dell’industria automobilistica sulla produzione sostenibile, segnerà la fine del modello tedesco ed europeo di crescita basato in prevalenza sull’esportazione. Quindi in Europa  la crescita dovrà essere alimentata anche dallo sviluppo del mercato interno (finora sacrificato) con la necessità di forti investimenti nelle infrastrutture materiali e immateriali, pur sempre in una cornice di risanamento dei conti pubblici, essenziale per una politica di investimenti. Tutto ciò  necessita di un centro di decisione politico,necessario per rafforzare il ruolo della Commissione europea , che sarà GOVERNO solo se potrà disporre di risorse proprie di bilancio, nell’’Eurozona”.

Ecco Perchè Grecia, Migranti e Volkswagen sono tre crisi che giustificano da parte dei federalisti europei la richiesta un governo europeo.

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