DON LUIGI CIOTTI AL LIBRO POSSIBILE: “CENTO PASSI NELL’ ITALIA DEL MALAFFARE E DELL’ASSOCIAZIONISMO “BUONO”

 

ROMOLO RICAPITO
 
Inaugurazione del Festival del Libro Possibile la sera dell’8 luglio in Piazza San Benedetto a Polignano a Mare con Don Luigi Ciotti per il libro edito da Piemme “Cento passi verso un’altra Italia“, che documenta i 20 anni dell’associazione  Libera.
Il  sacerdote, accolto da un enorme applauso, ha sostenuto che occorre una prima persona plurale, un “noi” che non è rappresentato da un singolo, per affrontare i problemi della nostra società.
Ha dunque documentato il lavoro effettuato da Libera ( creata per  combattere lo  strapotere delle mafie) in sinergia con altre associazioni.
Presenti con lui sul palco il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Giuseppe De Tomaso, il sindaco di Polignano a Mare Domenico Vitto, il governatoreMichele Emiliano.
De Tomaso ha rimarcato come  Libera costituisca la storia di un successo andato al di là delle migliori intenzioni.
Ricordato l’impegno del giudice martire Rosario Livatino, mentre Emiliano, ex magistrato antimafia, ha  parlato di   un recentissimo sequestro di beni alle  organizzazione di malaffare  , ammontante  a circa un milione e seicentomila euro.
Don Ciotti ha sostenuto di non rappresentare solo se stesso, ricordando anche  i cinquanta anni trascorsi dalla fondazione del gruppo Abele.
Ha  citato  dunque un suo incontro a Gorizia con Giovanni Falcone due mesi prima della strage di Capaci, avvenuto a un corso di formazione della Polizia di Stato sulle dipendenze dalle droghe.
“Non lasciamo sole le realtà della Terra di Sicilia,- ha implorato- ricordando la “libera condivisione” di Libera con altre associazioni, da Legambiente agli Scout, dalla Chiesa Valdese a  molte diocesi cattoliche.
Ancora: “la diversità non diventi un’avversità” e “i dubbi sono più sani delle certezze“.
Ricordata la figura di Don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare Italiano e una frase di Paolo VI : “la politica deve essere al  servizio del bene comune.”
Sturzo disse anche : la mafia ha i piedi in Sicilia, ma la testa forse a Roma.
Tale associazione a delinquere nel tempo è diventata sempre più crudele e invasiva, imponendosi anche aldilà delle Alpi e costituendo sotto-mafie in molte  realtà del  centro sud.
“Le mafie diventano  più forti perché con la crisi economica queste associazioni illegali sono tra le poche “istituzioni” ad avere denaro liquido e a reinvestirlo.
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