AMORE DA MATRIOSKA UN ANNO DOPO: LE RAGIONI DI UN SUCCESSO. SIMONE DE VIVO ANCORA ALLA RIBALTA

Romolo Ricapito
5 maggio 2015- Sarà presentato questa sera, alle 19, presso la Biblioteca Comunale di Triggiano il romanzo di Simone De Vivo Amore da Matrioska“, Epsil, 12 euro , lanciato da Romolo Ricapito attraverso la proposta da parte di quest’ultimo al Festival del Libro Possibile tenutosi a Polignano a Mare nel luglio  scorso. L’organizzatrice dell’evento (Rosella Santoro) premiò l’impegno di De Vivo nel trattare tematiche particolarmente profonde e commoventi, includendolo a sorpresa nella lista dei partecipanti, anche per favorire il talento giovanile.

Simone ha ultimato il libro a 17 anni; a 18 anni l’ha visto per la prima volta pubblicato. Adesso a 19 appena compiuti, affronta gli esami di maturità ricco di esperienze sul campo, come la partecipazione a tanti festival letterari e al Salone del Libro di Torino 2015.
Amore da Matrioska è un diario scritto da un malato di  schizofrenia di circa 23 anni, Simone.
Non si tratta del Simone scrittore, ma di un alter ego letterario utile ad equiparare il protagonista alla sofferenza patita dal  cugino Davide, coetaneo, che soffre di leucemia.
Dunque trattasi di un espediente “empatico”, quello  della malattia mentale, per dare modo al vero Simone di condividere nel dolore- seppure enfatizzato nella forma di un lungo racconto- i patemi d’animo del parente, che è un personaggio realmente esistente.
La chiave del successo  di Simone De Vivo  e di “Matrioska” è l’unione di temi  impegnati e pregnanti a quella che è la  sua giovane età, che dovrebbe testimoniare disimpegno secondo il  sentire comune .
Questo binomio ha reso l’autore subito popolare, nell’approccio al mondo della letteratura e di quello che  gira intorno alla cultura.
E’ evidente che in persone particolarmente predisposte per sensibilità e pratica di lettura (De Vivo è un vorace lettore di testi, siano essi saggi o romanzi) pur se di età inferiore ai 20, si può sviluppare un interesse alla creazione di trame e alla stesura di veri e  propri romanzi.
Basti pensare ad Anna Frank e al suo Diario: esso nacque dal talento di una tredicenne costretta alla clandestinità  a causa della persecuzione razziale degli  ebrei , attuata dai nazisti anche in Olanda  .
Anna, nei due anni che vanno dal 1942 al 1944, scrisse in un quaderno, poi diventato doppio e triplo, le impressioni della sua reclusione all’interno di una soffitta di Amsterdam, trascorsa assieme a familiari ed estranei.
E’ chiaro che il periodo storico e i personaggi sono diversissimi (Anna e Simone) epperò la Frank già coltivava l’intenzione di diventare, da grande, giornalista e scrittrice.
La forma del diario stempera sia in Amore da Matrioska che Diario di Anna Frank gli eventi drammatici, includendoli nella quotidianità e rendendoli  accadimenti quasi contestuali , insieme ad altri, della vita dei protagonisti. Ovvero, essi non rubano interamente l’anima  ai soggetti. Essendo tali soggetti  persone giovani, la drammaticità è stemperata dalla voglia di vivere, dalla speranza e da una sorta di straniamento.
Immersi in una dimensione per metà onirica , per l’altra metà reale, i protagonisti di Amore da Matrioska come Simone, Davide, Luna, la giovane coprotagonista, si dibattono su di  un palcoscenico che è specchio della vita reale e che ne riporta sulla carta la dimensione poetica ma non del tutto  avulsa dal presente .
Matrioska è sì un romanzo ambientato nella Bari di oggi, ma pur trattando il privato e il flusso di coscienza del protagonista non ignora  il mondo   circostante, che penetra attraverso le contaminazioni del sociale.
La malattia è la superstite ancestrale,colei   che da millenni si trasforma ma resta, è questa una frase clou del romanzo.
E’ chiaro che tematiche come la malattia e la morte, essendo “forti”, destano l’attenzione del pubblico e sempre la desteranno. Esse sono problematiche legate al vivere : basti pensare al successo ottenuto dal film di Nanni Moretti Mia Madre, ma anche a Youth di Paolo Sorrentino.
Nel primo la malattia terminale dell’anziana madre del regista, recitata nella finzione da Giulia Lazzarini, è un punto di partenza per meglio  definire la vita di un nucleo familiare comprendente   le istanze dei nipoti, ma anche degli  stessi adulti.; mentre in Youth di Sorrentino la vecchiaia è filtrata e resa poetica dall’espediente dell’ambientazione nel resort, che è anche beauty farm, situato tra i monti.
Dunque la morte,la vecchiaia e la malattia sono temi eterni che condiscono e danno modo a letterati e cineasti di esprimersi in mille maniere, anche per dare vita a storie che, da questo punto di partenza, descrivono appieno  luoghi, epoche, caratteri.
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