SEMINARIO SU SATIRA E DIFFAMAZIONE A BARI. DAL POETA LATINO ORAZIO ALLA STRAGE DI CHARLIE HEBDO

Contestata una vignetta di Pillinini sulla scomparsa dell’attrice Virna Lisi

ROMOLO RICAPITO
27-5-2015
Incontro presso la sede dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia sita a Bari in strada Palazzo di Città, su Satira e Diffamazione, per i soli iscritti, valevole tre crediti formativi.
Relatori Mimmo Mazza e il disegnatore Pillinini, tutti e due appartenenti alla testata La Gazzetta del Mezzogiorno eRiccardo Pagano, docente universitario a Taranto.
Anche Mazza e Pillinini sono originari dell stesso capoluogo.
Sui vignettisti come Pillinini si è detto che essi sono “merce rara” nei giornali, perché “raccontano le notizie tramite la satira, ma sono tenuti nello stesso tempo a rispettare le cosiddette norme deontologiche e le persone fisiche come gli altri giornalisti”.
E’ stata ricordata una sentenza della Corte di Cassazione del 1984, ma ancora attuale, che stabilisce la libertà di stampa come legittima, purché comporti utilità sociale e riporti la verità (sostanziale) dei fatti.
E’ stata menzionata l’attività di vignettisti come Giannelli del Corriere della Sera e Forattini di Repubblica nella vicenda di “Mani Pulite”, a partire dal 1992: le loro erano vignette “forti” con “licenze” non consentite ai giornalisti.
E’ stata quindi accennata, tra parentesi, la lista degli “impresentabili” candidati alle Regionali Pugliesi, appena diffusa a mezzo stampa.
“La sorpresa di questa lista, comprendente per adesso soli quattro nomi, è stata quella “di trovare nell’elenco anche persone assolte almeno in primo grado”.
“Si crea un polverone inutilmente -si è detto, senza che si entrasse troppo nel merito- se le Corti di Appello hanno accettato tali candidature, ciò fa testo”.
La vignetta in prima pagina consente di avere un quadro immediato dell’attualità. Mentre invece, il titolo degli articoli “veri e propri “,risponde a esigenze di natura grafica e di spazio.
Ma il giornalismo è anche quello di Pillinini, il quale è comunque giornalista professionista, avendo superato un regolare Esame di Stato.
Una volta la vignetta era pubblicata nella pagina interna -e non in prima pagina- a fianco della posta dei lettori. La satira in fondo è “moralista”. La differenza con chi fa cronaca: il vignettista commenta, il giornalista articolista deve conoscere fatti e fonti.
Ad ogni modo la vignetta è una forma d’arte : per realizzarla non si attinge alla realtà vera e propria, ma si adoperano metafore, comicità, doppi e tripli sensi.
Rispetto alla strage avvenuta nella redazione del periodico Charlie Hebdo, a Parigi, si è detto che “non tutti accettano la satira, che non è libertà di offesa”.
Concluso l’intervento di Mazza, il prof. Pagano ha detto che non sempre si è immersi nella quotidianità, “in quanto il passato ci è utile per capire meglio il presente, laddove il presente non si fa capire”.
Con riferimento ancora alla strage di Parigi: la cronaca è difficile da imbrigliare in modalità di pensiero catalogabili . Ma riguardo alla satira : chi ha diritto a farla e fin dove si può spingere?
Il tutto non si esaurisce con la faccenda di Charlie Hebdo, perché tali effetti si ripresentano all’improvviso, anche dopo anni.
Il mondo arabo inoltre ragiona in maniera diversa rispetto a quello Occidentale, ossia più categorica.
Gli arabi nella loro cultura hanno notevoli aperture, ma per progetti grandiosi; Il loro modo di approcciarsi alla realtà è espansionistico, economicamente e culturalmente, perché fondato sull’oro nero (il petrolio).
Nell’ambito della satira, è esistita da sempre nel corso della Storia un’emarginazione del potere nei confronti di chi ha esercitato questa forma di dissenso.
Andando molto indietro nel tempo, il poeta Orazio è stato il primo ad essere colpito dal potere o dallo strapotere romano. Egli riteneva che i “mecenati” fossero servi dell’Autorità.
Nel Medio Evo la satira si ripresenta in forme allegoriche. E’ stata citata anche la Divina Commedia di Dante, ma anche ilGargantua e Pantagruel di Rabelais. Infine Ludovico Ariosto, amante del suo circondario: rifiutò di seguire il suo signore Ippolito d’Este in Ungheria, inimicandoselo.
Ma il letterato si è sempre servito nei secoli di questi strumenti di ribellione .
A seguire, Pillinini ha mostrato su uno schermo appositamente predisposto molte sue vignette, del presente e del passato, ricordando che il Presidente della Repubblica Sandro Pertini spesso gli inviava telegrammi di apprezzamento, richiedendo inoltre i disegni originali.
E’ seguito dunque un dibattito con domande e risposte.
L’autore di questo articolo ha contestato una vignetta di Pillinini raffigurante la scomparsa di Virna Lisi, fatto raffigurato con il disegno di un tubetto di dentifricio completamente spremuto. Ciò sottintendeva una pubblicità di un vecchio Carosello, nel quale una giovane Virna Lisi reclamizzando appunto una marca di dentifricio, veniva salutata con la frase “con quella bocca può dire quello che vuole”.
La vignetta, definita irriguardosa e antipatica nei confronti di un’attrice amatissima e stimata da pubblico, colleghi e critici, è stata giustificata da Pillinini con l’argomentazione che i vari Tg dopo la morte della diva parlavano soltanto della sua bellezza, non citando nemmeno uno dei suoi film, che secondo il vignettista sono sconosciuti ai più.
Da qui è nato un dibattito su come viene percepita la satira a seconda della propria sensibilità e punto di vista, mentre il docente Pagano ha spiegato che la Lisi degli esordi, ignota ai più giovani, era diversa dalla matura mattatrice conosciuta dal pubblico più vasto del presente , ossia un’attrice ancora acerba e non ancora assurta a icona di bravura e maturità, come avvenne però dopo la sua interpretazione nel film La Cicala di Lattuada.

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