Petizione randagismo

Alla Presidenza del Consiglio della Regione Puglia
Alla Giunta della Regione Puglia
All’Assessore alla Sanità della Regione
Alla Commissione d’Indagine sul Randagismo
I SOTTOSCRITTI CITTADINI,
anche ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione Italiana
PREMESSO CHE:
– la Legge quadro 281 del 1991 e la L.R. n. 12/95 risultano insufficientemente attuate
– molti Comuni del territorio Regionale appaiono evidentemente impreparati e
inadempienti con gravi carenze nei Servizi veterinari pubblici e una generale tendenza a
deresponsabilizzarsi eccessivamente nella stipula di convenzioni con soggetti affidatari di
delicate funzioni correlate alla lotta del fenomeno del randagismo-accalappiacani
– l’affidamento ai canili dovrebbe essere finalizzato a cure temporanee atte ad emendare
le problematiche sofferte dagli animali vaganti nella vita randagia come de-nutrizione,
malnutrizione, patologie varie
– è reso noto che la media annuale di spesa sostenuta dai Comuni per ogni animale
ospitato in canile sia di circa 1.000 euro, con una spesa media stimata su scala nazionale
di circa 146 milioni di euro
– si tratta di una cifra di cui la gran parte è concentrata nelle regioni meridionali, di fatto,
più impreparate ed inadempienti specie nell’attuazione e nella verifica delle politiche di
sterilizzazione
– si ricava da recenti inchieste giornalistiche di stampa nazionale e locale che a tale spesa
corrisponderebbero, anziché adeguate cure per gli animali o politiche volte a favorire le
adozioni, oltre che attive gestioni amministrative, anche veri e propri mal-affari
– il randagismo è un fenomeno che diventa sempre più un occasione di business anche per
circuiti criminali dediti alla truffa e al riciclaggio, ciò a discapito, con varie forme, della
collettività, anche sotto il profilo dell’incolumità pubblica (aumentano gli oneri per le
richieste risarcitorie alle ASL, spesso liquidate e concesse su mera richiesta legale e quindi
prive di concreti accertamenti della reale portata del fenomeno delle aggressioni), ma
anche degli stessi animali: luoghi sovraffollati, assenza di cure, stati d’abbandono,
malnutrizione, preclusioni agli interventi delle associazioni di volontariato, assoluta
carenza di attenzioni finalizzate ad agevolare le adozioni
CONSIDERATO CHE:
Si condivide pressoché integralmente quanto considerato della LAV Onlus: “il randagismo
ha un costo etico ed economico molto alto; il triennio 2013-2015 vede ulteriormente
Le suesposte premesse hanno scopo divulgativo per promuovere istanze alle istituzioni. La presente petizione raccoglie
dai sottoscrittori dati ‘meramente’ personali già contenuti nelle pubbliche liste conservate presso i Comuni ed ha come
finalità il perseguimento di pubbliche finalità e di interessi collettivi per la salvaguardia degli animali, per il decoro
urbano, per il buon andamento amministrativo, conformemente a quanto disposto dal combinato dell’art. 51 del DPR
20 marzo 1957, n. 223, come modificato dall’art. 177, c. 5, del Codice della Privacy e dal paragrafo 5 del provvedimento
n. 107 del 6 marzo 2014 del Garante per la Protezione dei Dati Personali in relazione ai dati contenuti nelle liste
elettorali “che, per una precisa scelta normativa, costituiscono la fonte privilegiata di dati personali lecitamente
utilizzabili per i predetti fini”. Firmando, ogni sottoscrittore presta il consenso alla consegna dei propri dati obbligatori
per legge affinchè la presente petizione raggiunga il suo scopo.
ridursi la revisione annuale di finanziamento da parte del Governo nazionale; per
contrastare abbandono e randagismo occorre una efficace strategia di contrasto a partire
dall’implementazione delle sterilizzazioni, dalla promozione delle adozioni responsabili e
del corretto rapporto uomo animale, la responsabilizzazione delle Amministrazioni, la
rimozione dei divieti che rendono difficile vivere con un quattro zampe, migliore tutela
degli animali e prevenzione dell’incolumità pubblica; le città non sempre sono fruibili alle
famiglie con animali”.
CHIEDONO L’EMANAZIONE DI UN REGOLAMENTO REGIONALE
• da far valere su tutto il territorio della Puglia nei confronti di ogni amministrazione
comunale, ogni ente ed ogni soggetto pubblico o privato coinvolto dal randagismo
• di predisporre e allegare al suddetto regolamento uno schema di convenzione
‘concordata’ tra gestori di canili e Comuni con la necessaria informazione, partecipazione e
validazione da parte di almeno tre organizzazioni di ‘volontariato’ attive e riconosciute a
livello regionale o nazionale purché operanti da almeno tre anni, affinché nello schema di
convenzione concordata siano fissati e garantiti:
• i più elevati standard di qualità sanitaria secondo le migliori tecniche
disponibili
• la costante presenza di personale medico-sanitario qualificato, anche se su
turni, nel corso dell’intero arco della giornata e per tutto l’anno, assicurando
le eventuali cure necessarie agli animali in custodia e ricovero
• il più obiettivo intervallo tra minimi e massimi di tariffa necessaria
all’affidamento temporaneo delle unità canine in attesa di successivo
affidamento o adozione, concordando il range tariffario senza la possibilità di
aste al ribasso con la partecipazione di almeno tre delle suindicate onlus
impegnate nella difesa, nel recupero e nell’affido dei cani
AFFINCHE’ CON TALE REGOLAMENTO ED OGNI ALTRO NECESSARIO ATTO
LA REGIONE E I COMUNI COOPERINO AL FINE DI PERSEGUIRE LE FINALITA’
PUBBLICHE E GLI OBIETTIVI CHE SEGUONO:
(1) porre quale priorità assoluta la piena attuazione delle politiche e delle
profilassi di sterilizzazione
(2) fissare il numero massimo di cani per ogni canile in relazione alla
metratura e alla volumetria della struttura destinata al ricovero, assicurando
che l’unità abbia uno spazio vitale idoneo ad evitare patologie, stress o traumi
d’altro tipo.
(3) assicurare la presenza obbligatoria all’interno delle strutture di almeno
un’associazione di volontariato definendo criteri di rotazione obbligatoria nel
caso in cui i territori offrano più di una associazione
Le suesposte premesse hanno scopo divulgativo per promuovere istanze alle istituzioni. La presente petizione raccoglie
dai sottoscrittori dati ‘meramente’ personali già contenuti nelle pubbliche liste conservate presso i Comuni ed ha come
finalità il perseguimento di pubbliche finalità e di interessi collettivi per la salvaguardia degli animali, per il decoro
urbano, per il buon andamento amministrativo, conformemente a quanto disposto dal combinato dell’art. 51 del DPR
20 marzo 1957, n. 223, come modificato dall’art. 177, c. 5, del Codice della Privacy e dal paragrafo 5 del provvedimento
n. 107 del 6 marzo 2014 del Garante per la Protezione dei Dati Personali in relazione ai dati contenuti nelle liste
elettorali “che, per una precisa scelta normativa, costituiscono la fonte privilegiata di dati personali lecitamente
utilizzabili per i predetti fini”. Firmando, ogni sottoscrittore presta il consenso alla consegna dei propri dati obbligatori
per legge affinchè la presente petizione raggiunga il suo scopo.
(4) garantire l’apertura quotidiana al pubblico delle strutture per almeno sei
ore al giorno al fine di favorire controlli e adozioni
(5) impegnare la Regione con ulteriori strumenti normativi a introdurre per
le Amministrazioni Locali il divieto di distrazione per altri fini dei fondi
stanziati per il contrasto al fenomeno del randagismo, ponendo il relativo
vincolo di bilancio e, nell’attesa di futura emanazione, vigilare sull’effettivo e
corretto impiego delle risorse stanziate ai fini della prevenzione del
randagismo, per mezzo di una Commissione partecipata, a titolo gratuito, da
un comitato civico di almeno 15 cittadini sorteggiati mediante appositi avvisi
pubblici nel Comune o nei comuni interessati dal fenomeno di volta in volta posto
all’esame della Commissione d’indagine regionale
(6) garantire che ai fini del successivo affidamento ai canili convenzionati
come sopra, la cattura o il c.d. accalappiamento dei randagi sia svolto
direttamente dalle ASL conformemente a quanto espressamente previsto nella
normativa di riferimento su richiamata, mediante la selezione pubblica di
personale dotato di specifica qualifica semprechè questa sia rilasciata dal
SSN “Operatore Tecnico – Addetto alla prevenzione e controllo del randagismo-
Accalappiacani cod. n. 545201” o qualifica superiore, comunque, in base
all’evoluzione degli standards e delle migliori pratiche nazionali.
(7) Impegnare la Regione e le Amministrazioni Comunali ad istituire e dove
fosse già istituita a dare piena attuazione all’anagrafe canina, per la più rapida
interoperatività con quella nazionale, garantendone presso ogni Comune il
costante aggiornamento del sistema informatico, ponendo l’onere di
identificazione e di iscrizione a carico di tutti i soggetti coinvolti nel
processo di debellamento del randagismo: quali i Servizi Veterinari del SSN,
Comunali, Provinciali e Regionali, veterinari liberi professionisti, accalappiacani,
proprietari, detentori, gestori di strutture di accoglimento e di affido temporaneo
(8) imporre a carico degli enti gestori di canili interessati alla convenzione,
quale condizione di procedibilità per la stipula della medesima convenzione, la
preliminare sottoscrizione in favore della cittadinanza rappresentata dal Sindaco
del Comune committente di apposita polizza fideiussoria o assicurativa a
garanzia di eventi avversi (ad eccezione di dolo e calamità naturali) nonché del
corretto e puntuale adempimento nell’esecuzione e nello svolgimento del
contratto, assicurando così ai Comuni, previ gli opportuni provvedimenti in materia
di bilancio, la ciclicità finanziaria necessaria alla lotta del randagismo
(9) Imporre e garantire la totale pubblicità e trasparenza presso le
strutture convenzionate delle gestioni amministrative e sanitarie della
popolazione canina ospitata, al fine di favorire il continuo allineamento
dell’anagrafe canina e il continuo controllo di buon andamento della convenzione.
Bari, 19/05/2015
firme sul retro —>
SONO RICHIESTI I SEGUENTI DATI
NOME COGNOME RESIDENZA DOC. IDENTITA’ FIRMA
Le suesposte premesse hanno scopo divulgativo per promuovere istanze alle istituzioni. La presente petizione raccoglie
dai sottoscrittori dati ‘meramente’ personali già contenuti nelle pubbliche liste conservate presso i Comuni ed ha come
finalità il perseguimento di pubbliche finalità e di interessi collettivi per la salvaguardia degli animali, per il decoro
urbano, per il buon andamento amministrativo, conformemente a quanto disposto dal combinato dell’art. 51 del DPR
20 marzo 1957, n. 223, come modificato dall’art. 177, c. 5, del Codice della Privacy e dal paragrafo 5 del provvedimento
n. 107 del 6 marzo 2014 del Garante per la Protezione dei Dati Personali in relazione ai dati contenuti nelle liste
elettorali “che, per una precisa scelta normativa, costituiscono la fonte privilegiata di dati personali lecitamente
utilizzabili per i predetti fini”. Firmando, ogni sottoscrittore presta il consenso alla consegna dei propri dati obbligatori
per legge affinchè la presente petizione raggiunga il suo scopo.
NOME COGNOME RESIDENZA DOC. IDENTITA’ FIRMA
Le suesposte premesse hanno scopo divulgativo per promuovere istanze alle istituzioni. La presente petizione raccoglie
dai sottoscrittori dati ‘meramente’ personali già contenuti nelle pubbliche liste conservate presso i Comuni ed ha come
finalità il perseguimento di pubbliche finalità e di interessi collettivi per la salvaguardia degli animali, per il decoro
urbano, per il buon andamento amministrativo, conformemente a quanto disposto dal combinato dell’art. 51 del DPR
20 marzo 1957, n. 223, come modificato dall’art. 177, c. 5, del Codice della Privacy e dal paragrafo 5 del provvedimento
n. 107 del 6 marzo 2014 del Garante per la Protezione dei Dati Personali in relazione ai dati contenuti nelle liste
elettorali “che, per una precisa scelta normativa, costituiscono la fonte privilegiata di dati personali lecitamente
utilizzabili per i predetti fini”. Firmando, ogni sottoscrittore presta il consenso alla consegna dei propri dati obbligatori
per legge affinchè la presente petizione raggiunga il suo scopo.

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