A FORZA DI CAMBIARE DI MASSIMO CIAVARRO: “HO ALLONTANATO NICOLE KIDMAN DANDOLE IL MIO NUMERO DI TELEFONO SBAGLIATO”

ROMOLO RICAPITO
 
In La Forza di Cambiare, scritto in collaborazione con la  giornalista Susanna Mancinotti, (Piemme, 266 pagine, 16 euro) l’attore  Massimo Ciavarro non propone la solita biografia usa -e- getta ormai  troppo in voga, ma le osservazioni di un uomo del suo tempo che, baciato da Madre  Natura in quanto a bellezza, si è trovato a svolgere sin da giovanissimo l’attività di divo dei  fotoromanzi   e di attore cinematografico poi , ma senza un reale e genuino  entusiasmo.

Ragazzo dalla personalità riservata, riflessivo e timido, Ciavarro non si è mai adeguato a divismi e star system, rifuggendo spesso da proposte prestigiose come il ruolo del Bell’Antonio a teatro, propostogli da Turi Ferro, o un film da protagonista per  Roger Vadim, preferendo i sentimenti, le relazioni, l’amore per il figlio Paolo, i viaggi  e l’autoanalisi.
Il volume inizia in maniera traumatica: l’abbandono della moglie Eleonora Giorgi dopo anni vissuti nella campagna romana, a Campagnano, in un casale messo su insieme.
Me ne vado a Roma, Massimo“, la frase della Giorgi  che aveva deciso la “fuga” senza prima discuterne.
“Stai scherzando, vero?” la risposta di Ciavarro.
Via Eleonora, ritornata nella Capitale col figlio Paolo e quello di primo letto Andrea, avuto da Angelo Rizzoli, ecco Ciavarro ripercorrere la sua infanzia, poi la giovinezza in una sorta di “amarcord” che vede la presenza costante ( anche dopo l’assenza fisica)  del padre Domenico, grossista di carni, scomparso quando Massimo aveva appena 13 anni per una malattia del pancreas. Sarà sempre una costante nei suoi pensieri, anche per gli insegnamenti di vita all’insegna di valori genuini e imprescindibili.
Bello, occhi azzurri, caratteristica di tutti i Ciavarro, sorelle e cugine  comprese e, curiosamente, di tutti i suoi  amori,  l’autore di questo libro  ricollega l’abbandono della moglie Eleonora all’abbandono del padre.
Inizia una sorta di terapia psicanalitica con sé stesso, perfezionata più avanti con l’aiuto di un vero  psicanalista da “2 euro al minuto” , anch’egli dagli occhi azzurri, biondo.
Non vengono risparmiati i dettagli sessuali delle love stories, ma non per amore del gossip, piuttosto per una sincerità a volte imbarazzante, ma  in fondo apprezzabile.
Massimo Ciavarro non è un tombeur de femmes, ma un uomo che ha vissuto delle storie intense capitategli  quasi per caso e che l’hanno fatto soffrire.
Ecco allora il primo incontro sessuale con la moglie: “la prima volta è stata imbarazzante, così’ come le erezioni inesistenti”.
Icastico, autocritico fin quasi all’eccesso, Massimo di  sé rivela: “In me è preponderante la parte femminile“.
Ma questa sua speciale  caratteristica  che non gli toglie nulla in virilità, lo rende  però  a volte troppo riflessivo, o “introspettivo”, tanto da apparire un “ghiacciolo” agli occhi delle sue partner.
La famiglia: Nonna Sara, modista, mamma Pina, Zia Pia, amatissima, poi le sue belle e  care  sorelle.Liceo Scientifico frequentato svogliatamente, dunque  delle foto che un fotografo gli scatta per caso in spiaggia per conto di un editore alla ricerca di visi fotogenici : Ciavarro ancora adolescente è chiamato a fare l’attore di fotoromanzi.
Attività che gli permette di mantenere la famiglia: 5 milioni di lire per 12 giorni di impegno, a fronte di uno stipendio medio di un milione al mese negli anni Settanta.
  L’esordio nel cinema nel film trash Sorbole…che romagnola.
Una scuola di teatro a Roma  dove ha come compagne di corso Cinzia De Ponti, ex Miss  Italia, una timida Margherita Buy Moana Pozzi prima della svolta nel porno. Moana: una storia fugace, di letto ,ed  è ovviamente  lei a prendere per prima  l’iniziativa. Poi il primo “vero” film, “Vai alla Grande”, l’incontro sul set dei fotoromanzi con Isabella Ferrari, che sarà sua partner nel primo loro film di grande successo: Sapore di mare un anno dopo di Bruno Contini, il regista che stima di più.
La storia di Ciavarro è quella di un giovane modesto che non si ritrova alle feste del cinema, o in casa dell’agente Enrico Lucherini, il quale invita a i suoi ricevimenti il fior fiore di Cinecittà.
“A volte odiavo Massimo Ciavarro, mi sentivo ovunque un pesce fuor d’acqua”.
I valori appresi in famiglia lo allontanano istintivamente  dal mondo delle droghe che gli si prospetta nel jet set, o nei viaggi. “Odiavo la cocaina, in estremo Oriente ai party fumavano l’eroina”.
Proprio nell’Estemo Oriente, in un viaggio che occupa il centro del libro, Massimo Ciavarro fugge per sconfiggere solitudine e depressione.
L’esperienza con una giovane prostituta conosciuta in una casa di piacere di Pat Pong  (quartiere di Bangkok) è un trauma.
Tra Hong Kong, Macao, Manila, esplora il lusso, lo squallore e le deviazioni del turismo occidentale, nel quale non si ritrova. “Triste pensare che tutto ‘sto movimento nasce dalla necessità di appagare due bisogni primari: sopravvivere e riprodursi, mangiare e scopare”.
Il nichilismo dell’attore arriva al massimo: un mese a Bali  tra donne conosciute ma non possedute e, ancora, il degrado di feste volgari dove gente danarosa come un nano appartenente alla malavita locale trascina una ragazza del luogo come se  la poveretta  fosse un cane. La terza parte ripercorre gli altri film o sceneggiati (E non se ne vogliono andare, con Virna Lisi)  e la prima convivenza a Roma con la Giorgi. L’incontro sul  set con una sconosciuta Nicole Kidman  (“Un’australiana a Roma” il film)  che ritroverà anni dopo sempre a Roma mentre la star gira Ritratto di Signora. Le affida su sua richiesta il suo numero di telefono ,che ha delle cifre errate  : non vuole uscirci, essere trovato. Massimo Ciavarro è sempre più in crisi.
Infine, dopo l’abbandono del cinema, il ritorno sugli schermi con Celluloide di Carlo Lizzani. L’ultima parte comprende varie vicende tra cui l’approdo a Lampedusa, scoperta per vacanza e diventata suo buen retiro. Nuove compagne, tutte bionde e belle, forse facsimili di  Eleonora Giorgi, o forse  dalla personalità a  sé stante. Claudia, Cristiana, altre ancora: tutte se  ne vanno.
Rimane però l’amore del figlio Paolo e una carriera rinata sulle ceneri, che si riavvia coi reality show:  L’Isola dei Famosi e Pechino Express. Infine la partecipazione all’ultimo film diSergio Castellitto.
Un antidivo, insomma, riservato e complesso, dalla personalità nascosta e affascinante,  proprio perché imprevedibile. Il volume è completato dalle foto della colleziona appartenente allo stesso Massimo Ciavarro.
Una biografia riuscita proprio  perché poco “commerciale”, ma nello  stesso tempo “intellettuale”, nel senso che il personaggio in causa si chiede sempre “ chi   sono? dove vado?” rifiutando a volte il successo facile.
Perché non si è mai sentito “attore”, ma  un semplice lavoratore o impiegato “per caso” dello spettacolo.

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