T’INNAMORERAI SENZA PENSARE DI FRANCESCA VECCHIONI: “PAPA’ ROBERTO, IL CANTAUTORE DI Samarcanda, ACCETTO’ SUBITO LA MIA DIVERSITA’ “

 ROMOLO RICAPITO
T’ innamorerai senza pensare, scritto da Francesca Vecchioni per Mondadori Electa,  129 pagine, 14 euro e 90, è un libro  che destinerà i  proventi delle sue vendite  all’associazione Diversity, fondata dalla stessa autrice , della quale la Vecchioni  è anche la  Presidente.

Il sito internet è www.diversitylab.it . L’associazione nasce al fine di abbattere i pregiudizi legati alla  diversità (preconcetti negativi sul mondo lgbt concernenti   l’omofobia)  tramite l’ausilio di professionisti dell’ informazione e della comunicazione.
La stessa Francesca Vecchioni è giornalista, laureata in Scienze Politiche.
Il libro inoltre è dedicato alle figlie Nina e Cloe , gemelle eterozigote , “che m’insegnano tutti  giorni quanto sia naturale amare“.
Francesca inizia la sua narrazione partendo dalle origini familiari: il nonno paterno era un conte napoletano,  quello materno un colonnello rinchiuso in guerra   in un campo di prigionia polacco  e  che durante l’alluvione di Firenze del 1966 cercò di arginare l’avanzata dell’Arno all’interno del centro storico del capoluogo toscano .
Una frattura scomposta di  tibia e perone durante l’estate del 1971 del padre Roberto giocando a calcetto,   favorì il  suo innamoramento con la figlia del Colonnello, Irene,  oggi psicoterapeuta, improvvisatasi “crocerossina”.  Francesca nasce nel 1975: i suoi genitori sono tutti e due insegnanti ma Roberto Vecchioni, laureato in lettere antiche, è anche un celebre cantautore.
Francesca però non sfrutta il nome di famiglia per riempire il libro: stringata la biografia del genitore, che incise il brano Luci a San Siro nel 1971, una partecipazione al Festival di Sanremo  del 1973, il successo ottenuto finalmente nel 1977 con “Samarcanda”, passando per le sigle dei cartoni animati come i Barbapapà.
Nel 1981 i genitori si separano, ma senza drammi: Roberto conosce Daria. Nasce la “sorellastra” Carolina.
La scoperta della diversità di Francesca è precoce: la ragazza s’innamora in seconda media  della supplente di lettere dalla chioma biondo cenere.   .
Non ne fa un dramma,  ma  si fidanza anzi  col bullo della scuola, Fabio. Sono riti  di passaggio: la relazione col giovane è solo una conferma della sua ricerca di confronto, ovvero della scoperta di situazioni antitetiche a   sé stessa.  Si troverà meglio con la secchiona della classe: un anno di relazione e la conferma della sua omosessualità.
Si stabilisce dunque da Roma a Milano.
A sedici anni la madre la invita al locale Muccassassina, nella capitale, per conoscere Vladimir Luxuria.
E’ infatti cosciente dell’identità sessuale di Francesca. Ma occorre avvertire anche  il padre,  Roberto: la sua reazione è di accettazione totale, immediata.
Queste forme di comprensione, affetto e appoggio sono fondamentali nella formazione di vita di Francesca Vecchioni : non dovrà subire gli affronti che altri coetanei  omosessuali   patiscono  nelle famiglie di origine, contrarie a simili scelte, che scelte non sono, ma comportamenti innati.
Dunque il percorso dell’autrice di questo libro segue la formazione di un normale essere umano che vive le sue ovvie   relazioni e una vita piena, seppure con i naturali  ostacoli.
Perché ad esempio nella frequentazione di feste e locali gay s’imbatterà nel pestaggio di un ragazzo omosessuale, fatto da una banda di teppisti.
“Sono una donna che si sente donna e che ama le donne”: questa piena consapevolezza la rende forte, trasgressiva ( affronta tre relazioni contemporaneamente) fino allo  scoprire un punto fermo in Alessandra, che gestisce un’agenzia pubblicitaria.
Ma gli imprevisti sono in agguato: ricoverata in coma per una meningoencefalite, Francesca ha un incubo. Quello di essere rapita e  rinchiusa all’interno del  Teatro Petruzzelli di Bari ( ricostruito dopo un incendio)  in una sala operatoria  dietro il palcoscenico. Al padre Roberto viene chiesto un riscatto.
Guarita dalla malattia e dai conseguenti traumi, Francesca decide di avere un figlio con la fecondazione eterologa  fatta in una  una clinica olandese, d’accordo con Alessandra.
Il libro esplora anche il disagio dei gay, uomini e donne, che devono  assistere sul luogo di lavoro e a scuola alle  confessioni o vanterie sulle relazioni  eterosessuali del prossimo, dovendo fingere apprezzamento e magari, interrogati, fingersi etero e mascherare la realtà.  Ma ci sono anche i pregiudizi sulle lesbiche: chi sta sopra o sotto in un rapporto sessuale, chi è la donna  o l “uomo”?
Sorretta sempre dall’appoggio della famiglia allargata, Francesca affronta 5 viaggi in Olanda, con altrettanti tentativi d’inseminazione.
La scelta con donatore aperto implica che a 18 anni d’età il figlio ottenuto dalla fecondazione possa scegliere liberamente di conoscere l’identità del padre biologico, mentre le caratteristiche fisiche del donatore vengono uniformate a quelle della “mamma” che non partorisce.
Pochi gli  aneddoti su Roberto Vecchioni, s’è detto: c’è  quello del consiglio di famiglia convocato per chiedere a tutti i parenti  l’opportunità della partecipazione a un Festival di Sanremo, su chiamata  di Gianni Morandi, presentatore e direttore artistico.
Vecchioni vince nel 2011 con Chiamami ancora amore, ma forse è più contento all’idea di diventare nonno delle due gemelle. Non tutto però è rose e fiori: la relazione con Alessandra termina. Ma nella consapevolezza che l’amore può finire comunque,   anche quello più condiviso e accettato. Il volume contiene un’appendice comprendente domande  e risposte sulla scoperta dell’omosessualità da parte dei giovani e indirizzi di associazioni specifiche per sapere qualcosa di più al riguardo .

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